In collaborazione con: 
Livio FellugaEsame gustativo
Zuccheri
Il gusto dolce è determinato dagli zuccheri che si possono trovare
nei vini. In base alòla diversa percezione di dolcezza, un vino
può essere definito:
Secco - Abboccato - Amabile - Dolce - Stucchevole.
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Secco
Si dice di un vino in cui non si percepisce la sensazione di dolcezza.
Normalmente si tratta di vini con residui zuccherini compresi tra 1-5
g/l, quantità che, al più, può concorrere a a determinare
una certa morbidezza.
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Abboccato
Si dice di un vino in cui si percepisce una leggerissima sensazione di
dolcezza. Normalmente si tratta di vini che contengono da 10 a 20 g/l
di zuccheri residui.
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Amabile
Si dice di un vino in cui si percepisce chiaramente la sensazione di dolcezza,
anche se non è predominante. Normalòmente si tratta di vini
che contengono da 20 a 50 g/l di zuccheri residui.
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Dolce
Si dice di un vino in cui predomina la sensazione di dolcezza. Può
contenere da 50 a 100 g/l di zuccheri residui, come si verifica nei vini
dolci frizzanti naturali da dessert, come l'Oltrepò Pavese Sangue
di Giuda, il Brachetto d'Acqui e altri, o, addirittura, da 100 a 160 g/l
di zuccheri residui, come avviene in quelli passiti o liquorosi.
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Stucchevole
Si dice di un vino in cui si percepisce una forte e predominante sensazione
di dolcezza, non ben supportata dalle altre componenti, per cui il risultato
finale dell'analisi sensoriale deve essere giudicato negativo e la situazione
deve essere ritenuta un'anomalia del campione preso in esame.
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Alcooli
E' risaputo che gli alcooli influenzano il gusto del vino e a partire
dagli 11°-12° vol. si comincia a percepire in bocca una sensazione
pseudocalorica e/o un certo bruciore sulla lingua. I base alla sensazione
di pseudo calore un vino può essere definito:
Leggero - Poco caldo - Abbastanza caldo - Caldo - Alcoolico.
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Leggero
Si dice di un vino in cui non si percepisce alcuna sensazione pseudocalorica,
a causa del basso titolo alcoolometrico, generalmente non superiore a
4°-4,5°, come nel caso, ad esempio, dell'Oltrepò Pavese
Sangue di Giuda e del Brachetto d'Acqui: quando questa situazione non
si verifica nei suddetti prodotti è da considerarsi un'anomalia.
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Poco caldo
Si dice di un vino in cui si percepisce una modesta sensazione pseudocalorica.
Normalmente si tratta di vini il cui titolo alcoolico è moderato
(10°-11°) e di vini nei quali prevale la sensazione fresco-tanninica.
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Abbastanza
caldo
Si di ce di un vino in cui si percepisce una netta e piacevole sensazione
pseudocalorica. Normalmente di tratta di vini con"sufficiente"
titolo alcoolometrico (11°-12°), nei quali l'alcool è perfettamente
in equilibrio con le altre componenti.
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Caldo
Si dice di un vino in cui si percepisce una decisa sensazione pseudocalorica.
Normalmente si tratta di vini "strutturati" e con elevato titolo
alcoolometrico (12°-13.5°), nei quali la sensazione di pseudocalore
non è supportata dagli altri elementi.
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Alcoolico
Si dice di un vino in cui si percepisce una forte e predominante sensazione
pseudocalorica. Normalmente si tratta di vini "speciali"ottenuti
con particolari tecniche enologiche (alcoolizzazione, aggiunta di sifone...),
con elevato titolo alcoolometrico (15°-18°), oppure di altri vini,
non "speciali" che però presentano un elevato contenuto
di alcool e, sopratutto, questo non è in equilibrio con gli altri
componenti. In questi casi, tale "gradazione" elevata risulta
un'anomalia del gusto.
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Polialcooli
I polialcooli sono tra i principali costituenti del vino e hanno un ruolo
fondamentale nella determinazione della sua struttura, incidendo in modo
determinante sulla sua componente "morbida". In base alla diversa
sensazione di morbidezza, un vino può essere definito:
Spigoloso-Poco morbido-Abbastanza morbido-Morbido-Pastoso.
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Spigoloso
Si dice di un vino in cui si percepisce una netta mancanza di morbidezza.
Normalmente si tratta di vini poco strutturati e/o ottenuti da lavorazioni
troppo energiche. Il contenuto di alcooli e polialcooli è basso
ed in bocca il vino sembra "sfuggente" e lascia quindi un senso
di "spigolosità".
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Poco
morbido
Si dice di un vino in cui si percepisce una scarsa sensazione di morbidezza.
Normalmente si tratta di vini giovani o addirittura immaturi, poco strutturati
e quindi con un basso contenuto glicerico e alcoolico.
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Abbastanza
morbido
Si dice di un vino in cui si percepisce una piacevole sensazione di morbidezza
dovuta ad una equilibrata composizione glicerica ed alcoolica. Normalmente
si tratta di vini giovani, pronti e di media struttura.
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Morbido
Si dice di un vino in cui si percepisce una decisa sensazione di morbidezza,
dovuta ad una buona concentrazione glicerica ed alcoolica. Normalmente
si tratta di vini strutturati e maturi, il cui consumo va dai 4 agli 8
anni dall produzione. Questa valutazione può essere estesa anche
a quei vini che contengono una quantità di zuccheri residui compresa
tra 5-10 g/l.
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Pastoso
Si dice di un vino in cui si percepisce una predominante, quasi eccessiva
sensazione di morbidezza, dovuta all'elevata concentrazione glicerica
ed alcoolica. Normalmente è una prerogativa dei grandi vini bianchi
da dessert, ottenuti con lavorazioni particolari (muffa nobile, appassimenti,
acoolizzazioni).
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Polialcooli
La tipologia compositiva dell'acidità e la forza acida ed imprimente
dei singoli acidi creano una tipica sensazione di vivacità e freschezza.
In base alla diversa percezione di acidità un vino può essere
definito:
Piatto-Poco fresco-Abbastanza fresco-Fresco-Acidulo.
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Piatto
Si dice di un vino la cui carenza di acidità non lascia in bocca
alcuna traccia di freschezza. Normalmente si tratta di vini affetti da
patologie, come la rifermentazione di alcuni acidi, o di vini vecchi (vini
in avanzato stato di maturità).
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Poco
fresco
Si dice di un vino in cui si percepisce una scarsa ma piacevole sensazione
di acidità, che procura una leggerissima salivazione. Normalmente
si tratta di vini maturi, più o meno invecchiati, nei quali vi
sia una componente acida appena avvertibile.
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Abbastanza
fresco
Si dice di un vino in cui si percepisce una discreta e piacevole sensazione
di acidità, che procura una buona salivazione. E' una prerogativa
ottimale per gran parte dei vini rossi giovani e dei vini bianchi e rosati
meno giovani.
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Fresco
Si dice di un vino in cui si percepisce una decisa e piacevole sensazione
di acidità, che procura un'abbondante salivazione. E' una prerogativa
importante per i vini bianchi e rosati frizzanti in genere, ottimale per
gli spumanti secchi.
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Acidulo
Si dice di un vino in cui si percepisce una forte e predominante sensazione
di acidità, che procura un'abbondante e fluida salivazione e una
leggera contrattura gengivale. Normalmente si tratta di vini ottenuti
da uve poco mature o di vini che possiedono una forte acidità.
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Tannini
I tannini appartengono al gruppo dei polifenoli e sono responsabili, per
ciò che riguarda l'aspetto gustativo dell'analisi organolettica,
della sensazione di astringenza, che si riconosce in quanto queste sostanze
lasciano la bocca più o meno asciutta, ruvida, "legata".
I tannini, infatti sottraggono acqua alle mucose della lingua e della
bocca, facendo contemporaneamente precipitare la mucina. In base alla
diversa sensazione di astringenza un vino può essere definito:
Molle-Poco tannico-Abbastanza tannico-Tannico-Astringente.
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Molle
Si dice di un vino in cui si percepisce una netta sensazione di "fiacchezza",
dovuta ad una minima presenza di componenti tannici che, notoriamente,
rinforzano il gusto, conferendo durezza. Si può trattare di vini
vecchi o affetti da alterazioni.
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Poco
tannico
Si dice di un vino in cui si percepisce una leggerissima sensazione astringente.
Normalmente si tratta di vini rossi poco strutturati (novelli, chiaretti...)
o di vini rossi invecchiati che contengono i cosidetti "tannini nobili".
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Abbastanza
tannico
Si dice di un vino in cui si percepisce una sufficiente e gradevole sensazione
di astringenza. E' una caratteristica ottimale comune a molti vini rossi
di media e grande struttura, che hanno già subito un buon affinamento.
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Tannico
Si dice di un vino in cui si percepisce una netta sensazione di astringenza.
E' questa una prerogativa dei vini rossi giovani in genere, o di vini
per i quali si prevede un ulteriore affinamento.
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Astringente
Si dice di un vino in cui si percepisce una forte e predominante sensazione
di rugosità e secchezza, dovuta a mancanza di secrezione salivare.
Normalmente si tratta di un eccesso di tannini, tale da determinare anomalie
nel gusto.
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Sali
minerali
La sensazione di sapidità viene normalmente poco considerata, perchè
normalmente in sinergia o, spesso, "mascherata" dall'acidità,
essendo quest'ultima una sensazione più forte della prima e avendo
entrambe, più o meno, in comune i recettori e la zona linguale
di rilevazione. La percezione della sapidità è determinata
in gran parte dal contenuto di sali ma, soprattutto, dalla maggiore o
minore capacità coprente dei singoli acidi. In base alla sapidità
un vino può essere definito:
Scipito- Poco sapido-Abbastanza sapido-Sapido-Salato.
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Scipito
Si dice di un vino "scialbo" e totalmente privo di "sensazioni
minerali". Normalmente si tratta di vini ottenuti da uve scadenti
e troppo lavorate in fase di vinificazione, o talmente vecchi da risultare
privi di sapore.
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Poco
sapido
Si dice di un vino in cui si percepisce una scarsa sensazione di "sapore
minerale". Normalmente si tratta di vini che possiedono una bassissima
percentuale di sostanze estrattive ela cui sapidità è mascherata
dall'acidità.
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Abbastanza
sapido
Si dice di un vino in cui si percepisce una piacevole ed equilibrata sensazione
fresco-sapida. E' questa una prerogativa dei vini con una normale percentuale
di minerali e di sostanze estrattive.
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Sapido
Si dice di un vino in cui si percepisce una leggerissima e piacevole "sensazione
salina". Normalmente si tratta di vini strutturati, ottenuti da uve
provenienti da zone calde, o di vini nei quali viene a mancare l'azione
coprente degli acidi.
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Salato
Si dice di un vino in cui si percepisce una predominante "sensazione
salina". Normalmente si tratta di vini particolari, ottenuti da uve
provenienti da zone salmastre, molto raramente, di vini ottenuti con
l'aggiunta di cloruro di sodio (sale da cucina).
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Struttura
generale o corpo del vino
Dopo aver valutato singolarmente le componenti della "morbidezza"
e della "durezza" del prodotto, si passa a una valutazione globale
del corpo del vino. In base alla struttura un vino può essere definito:
Magro-Debole-Di corpo-Robusto-Pesante.
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Magro
Si dice di un vino in cui si riscontra una struttura anomala e insufficiente.
Normalmente si tratta di vini ottenuti da errate lavorazioni o da uve
fortemente danneggiate da attacchi fungini, nel caso ad esempio di persistenti
piogge autunnali.
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Debole
Si dice di un vino in cui si riscontra una modesta struttura dovuta alla
scarsa presenza di elementi gustativi. Normalmente si tratta di vini che
devono essere bevuti giovani.
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Di corpo
Si dice di un vino in cui si riscontra una buona ed equilibrata struttura,
in sintonia con la sua tipologia. Normalmente si tratta di vini ottenuti
da uve che hanno raggiunto un grado ottimale di maturazione.
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Robusto
Si dice di un vino ben strutturato ed equilibrato. Normalmente si tratta
di "grandi vini" o di vini ottenuti con lavorazioni particolari,
come l'attacco da parte della muffa nobile, l'acinellatura o l'appassimento
delle uve, mirate ad ottenere prodotti ricchi di zucchero, elemento che
rafforza la struttura.
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Pesante
Si dice di un vino in cui si riscontra un'eccessiva e sproporzionata "struttura,
che causa stanchezza" gustativa. Può essere una caratteristica
dei vini destinati a lunghi invecchiamenti ma ancora immaturi o, ancora
più frequentemente, di prodotti ottenuti da errate lavorazioni.
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Equilibrio
generale del vino
L'equilibrio gustativo di un vino è il risultato della complessa
interazione tra le varie sostanze che formano la struttura del vino, cioè
zuccheri, alcooli, polialcooli, acidi tannini, sali minerali. In base
all'equilibrio gustativo un vino può essere definito:
Poco equilibrato-Abbastanza equilibrato-Equilibrato.
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Poco equilibrato
Si dice di un vino in cui si riscontra una decisa prevalenza delle sensazioni
di "morbidezza" (zuccheri, alcooli, polialcooli) su quelle di "durezza"
(acidi, tannini, sali minerali) o viceversa.
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Abbastanza
equilibrato
Si dice di un vino in cui si riscontra una prevalenza delle sensazioni
di "morbidezza" (zuccheri, alcooli, polialcooli) su quelle di"durezza"
(acidi, tannini, sali minerali) o viceversa.
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Equilibrato
Si dice di un vino in cui si riscontra una giusta proporzione tra le sensazioni
di "morbidezza", in equilibrio fra loro, compatibilmente con
la tipologia del vino preso in esame.
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Intensità
gustativa
L'intensità gustativa si può considerare un aspetto "verticale"
dell'analisi sensoriale, cioè dovuto ad una stratificazione di
sensazioni saporifere, tattili e retronasali olfattive. In base all'intensità
gustativa un vino può essere definito:
Carente-Poco intenso-Abbastanza intenso-Intenso-Molto intenso.
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Carente
Si dice di un vino in cui si percepiscono scarsissime sensazioni gustative
e gusto-olfattive. Normalmente si tratta di vini affetti da patologie.
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Poco
intenso
Si dice di un vino in cui si percepiscono ridotte sensazioni gustative
e gusto-olfattive. Questa situazione non va considerata un difetto se
riferita a prodotti concepiti per avere caratteristiche olfattive e gusto-olfattive
discrete ed equilibrate.
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Abbastanza
intenso
Si dice di un vino in cui si percepiscono sensazioni gustative e gusto-olfattive
discrete ed equilibrate.
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Intenso
Si dice di un vino in cui si percepiscono sensazioni gustative e gusto-olfattive
buone e ben caratterizzate.
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Molto
intenso
Si dice di un vino in cui si percepiscono profonde ed intense sensazioni
gustative e gusto-olfattive, determinate soprattutto dai componenti odorosi
e dall'elevato contenuto di sostanze estrattive.
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Persistenza
gustativa
La persistenza gustativa si può considerare un aspetto "orizzontale"
dell'analisi sensoriale, cioè dovuto ad una maggiore o minore permanenza
delle sensazioni saporifere e tattili, ma sopratutto delle sensazioni
retronasali olfattive dovute alle componenti odorose. La permanenza gusto-olfattiva
(P.A.I. o Persistenza Aromatica Intensa), valutata in secondi a partire
dalla deglutizione ed espirazione ci fornisce la "lunghezza di gusto".
In base alla persistenza gustativa un vino può essere definito:
Corto-Poco persistente-Abbastanza persistente-Persistente-Molto persistente.
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Corto
Si dice di un vino in cui si avverte una persistenza gusto-olfattiva inferiore
ai 2 secondi.
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Poco persistente
Si dice di un vino in cui si avverte una persistenza gusto-olfattiva di
2-4 secondi.
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Abbastanza
persistente
Si dice di un vino in cui si avverte una persistenza gusto-olfattiva di
4-6 secondi.
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Persistente
Si dice di un vino in cui si avverte una persistenza gusto-olfattiva di
6-8 secondi.
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Molto
persistente
Si dice di un vino in cui si avverte una persistenza gusto-olfattiva superiore
agli 8 secondi.
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Qualità
gustativa
La qualità gustativa rappresenta la sintesi del giudizio dell'intensità
e della persistenza gusto-olfattiva e la sua valutazione dipende molto
dall'abilità del degustatore che, basandosi sulla propria esperienza
e conoscenza, giudica la qualità del gusto, tenendo conto di alcuni
param,etri tra i quali la franchezza, la finezza, la gradevolezza, la
ricchezza di gusto. Nella valutazione della qualità gustativa occorre
inoltre tener presente l'importanza dell'"aroma di bocca" o
sensibilità retronasale gusto-olfattiva, percepita anche attraverso
l'espirazione e delle "sensazioni finali" (saporifere, tattili,
olfattive). In base alla qualità gustativa un vinopuò essere
definito:
Comune-Poco fine-Abbastanza fine-Fine-Eccellente.
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Comune
Si dice di un vino di qualità gusto-olfattiva scadente e di nessun
pregio. Il gusto finale può essere sgradevole.
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Poco fine
Si dice di un vino di qualità gusto-olfattiva mediocre, con gusto
finale nella norma.
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Abbastanza
fine
Si dice di un vino di qualità gusto-olfattiva sufficientemente
fine e con gusto finale nella gradevole, corrispondente alla tipologia
del vino preso in esame.
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Fine
Si dice di un vino di buona qualità gusto-olfattiva e con gusto
finale picevolmente sottile ed elegante.
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Eccellente
Si dice di un vino di qualità gusto-olfattiva particolarmente distinta,
caratterizzato da un gusto finale di personalità, con classe ricchezza
e complessità di sensazioni.
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Armonia
complessiva
In base all'armonia complessiva un vino può essere definito:
Poco armonico-Abbastanza armonico-Armonico.
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Poco
armonico
Si dice di un vino in cui si riscontra una netta ed evidente discrepanza
tra i tre aspetti relativi alle diverse fasi dell'analisi organolettica,
quella visiva, quella olfattiva e quella gustativa.
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Abbastanza
armonico
Si dice di un vino in cui si riscontra una leggera imperfezione di uno
o più aspetti relativi all'analisi organolettica.
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Armonico
Si dice di un vino in cui si combinano in modo perfetto tutte le componenti
responsabili delle caratteristiche organolettiche del prodotto che, nelle
diverse fasi dell'analisi sensoriale, risultano essere al massimo della
loro espressione qualitativa, provocando complesse e continue sensazioni
di piacere.
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