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CONSEGNATO A LIVIO FELLUGA IL PREMIO "ISOLA D'ISTRIA 2009"
Conferito a Livio Felluga il Premio "Isola d'Istria 2009".
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Oscar del Vino 2009: Terre Alte Livio Felluga premiato come Miglior Vino Bianco.
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Livio Felluga

Novità

CUCINA&VINI: IL SOSSO' LIVIO FELLUGA TRA I PROFILI DIVINI ...

..."Dopoguerra, fine anni Quaranta inizio Cinquanta, l'industria arriva nella pianura antistante le colline friulane e le campagne si svuotano, tutti attirati dallo stipendio sicuro da operaio. Quel profeta di Livio, uomo attaccato alla terra grazie a un'eredità culturale lunga cinque generazioni di vignaioli, approfitta del movimento e sfruttando le sue conoscenze viticole si accaparra le vigne di collina più belle e vocate, in particolare in quel di Rosazzo, comune di Manzano, una zona che può essere considerata il primo vero cru italiano, la cui vocazione viticola è accertata da mille anni, da quando cioè divenne abbazia benedettina e le fonti la raccontano culla della vite.

Dagli anni Settanta in azienda si avverte la presenza di Maurizio, primogenito di Livio Felluga; il giovane vuole entrare in quella dinamica di rinnovamento vinicolo che sta attraversando l'Italia, e il vino di qualità e territorio del padre e degli altri vignaioli vocati della sua terra non gli basta, vuole maggiore carattere e la qualità superlativa: "Era inaccettabile - racconta Maurizio - che gente che conosceva la campagna così a fondo dovesse produrre vini eccellenti, ma poco durevoli. Io volevo qualcosa di diverso, originale, che durasse nel tempo, che avesse la capacità di sviluppare terziari senza legno, solo grazie a uve grandissime e a una gestione moderna e corretta della vinificazione".
Ha origine nel 1981 il Terre Alte, mitico blend bianco, e nel 1986 si sentiva forte la necessità di affiancargli un rosso di punta, il migliore possibile. La scelta della campagna cadde evidentemente sulla zona di Rosazzo e sulla vigna in cima a un colle che aveva le viti più vecchie a bacca rossa: merlot naturalmente, presente in Fiuli da fine Ottocento, in quella vigna da sett'antanni.

Tre anni ed esce la prima annata di Sossó, dal nome del torrente prossimo al vigneto, Merlot elevato in barrique.
Nella nostra cantina ne abbiamo recuperata una bottiglia del 1993, quarta annata prodotta, figlia di un millesimo buono e regolare, non caldissimo, caratterizzato da un'alcolicità meno esuberante e da un eccellente sostegno acido che a vent'anni dalla raccolta ci ha regalato un vino di grande integrità e fascino, per la capacità di fondere complessità ed esagerata piacevolezza di beva.
A fine anni Novanta il Sossó diventa un blend, accogliendo prima il refosco dal peduncolo rosso e poi il pignolo, le due anime rosse più tradizionali dei Colli; e nasce un'altra storia certamente più grassa e potente e con maggiore potenziale evolutivo. Per ora ci ha stupito il vecchio Merlot di vant'anni.

Sossó Riserva 1993 
Colli Orientali del Friuli
Merlot D.O.C.

"...Vent'anni dalla vendemmia per un assaggio di raffinatezza e piacevolezza eccezionali. Granato scuro, al naso è elegantemente dolce di vaniglia e cannella, con sbuffi di petali appassiti di rosa che si fondono a note di cioccolato al latte e al frutto di marasca, amarena, cassis e prugna maturi in confettura, mentre tonalità scure di liquerizia, pepe e grafite si manifestano insieme a note balsamiche avvolgenti di eucalipto e anice, aumentando la dinamica olfattiva; non mancano cenni di funghi e tartufi in un insieme che elargisce nuovi riconoscimenti a ogni olfazione.
Aristocraticamente vellutato, bilanciato, elegantissimo, di bel tenore acido e tannino di seta finissima, senza soluzione di continuità sviluppa il racconto del naso, ma non riesce ad appagare la beva e il calice si riempie ancora..."

 

CUCINA&VINI, MARZO 2013.
A cura di ENOFOLLIA.

 

 
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